13/02/2012
Bufera o blizzard?
Rascel cantava "È arrivata la bufera". Adesso c'è il blizzard. Diceva Carosone "Tu vo fa l'americano". Amiamo l'imitazione di cose forestiere. Blizzard è parola inglese, ma tutti l'hanno pronunciata come si scrive. Non siamo poliglotti, e facciamo la figura dei polli. Tra cui mi colloco: nelle dirette televisive non ho visto mai quello che, in casa Fazio, ha detto l'illustre meteorologo Mercalli: davanti alla Biblioteca Malatestiana di Cesena ci sono 170 cm di neve.
Come per il blizzard di sua maestà, le cose sono andate un po' allo stesso modo circa il discorso del nostro presidente del Consiglio. Intervistato da "Time", ha trattato vari temi. I giornali li hanno capiti in una maniera, lui forse (forse, ripeto) sottintendeva ironicamente qualcos'altro. Un esempio: "Spero di cambiare la cultura e un certo modo di vivere degli italiani". Monti però ha anche aggiunto: "La politica quotidiana ha diseducato gli italiani".
Monti usa un vecchio trucco da acuto filosofo, quello di nascondere in un aggettivo il botto finale che si crede di trovare soltanto col punto della frase. Non ha voluto criticare la Politica in sé, ma quella da noi praticata. Erano i giorni in cui l'antica pietà verso i defunti si rivelava osceno paravento per finanziare partiti estinti, e soltanto grazie ad un senatore (da nominare cavaliere della Repubblica), accusato di aver fatto sparire qualcosa come tredici milioni di euro.
I quotidiani hanno semplificato: Monti vuole cambiare gli italiani. Hanno preso la scorciatoia più facile per creare paginoni in cui si sono lette anche belle verità. Savergnini sul "CorSera" ha scritto che da noi c'è tanta gente che non meritava di diventare lo zimbello del mondo. Aggiungo: le cose più interessanti su Monti ed i suoi ministri, di recente le hanno scritte dei giovani lettori della "Stampa".
Margherita Fabbri, 29 anni, economista fiorentina in trasferta dal 2008 (Belgio, Perù, Usa), ha detto alla signora Cancellieri (secondo la quale i nostri ragazzi sono mammoni): ai giovani "da anni non viene offerto non solo un briciolo di possibilità, ma neanche un minimo di rispetto (e la sua dichiarazione ne è una prova)". Sergio Sulmicelli, 17 anni, studente siciliano, è andato al sodo sulla bellezza della mobilità sostenuta da Monti: lo Stato "deve garantirci la possibilità al lavoro" e deve cambiare la Scuola, con "un impegno maggiore sul fronte delle competenze e delle conoscenze", e più fondi alla ricerca. [Anno XXXI, n. 1069]
il Ponte, settimanale, Rimini, 19 febbraio 2012
16:57
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09/02/2012
Forconi e forchette
Trent'anni fa la cronaca era questa: "Milano è da bere, l'Italia da rubare". Per vent'anni fa un titolo dice: "Politici corrotti". Cito da "La Patria, bene o male", libro di Carlo Fruttero e Massimo Gramellini (2010). Per il 2005 c'è un ritratto angosciante del nostro Paese, dove tutti oramai puntano esclusivamente alla ricchezza. Con mezzi più o meno leciti e grazie ad amicizie altolocate. I furbetti del quartierino sono protagonisti di un "mondo avido e indebitato che vive al di sopra dei propri mezzi". Insomma era appena ieri. Un ieri da non dimenticare oggi, quando non sappiamo più quali pesci prendere in un mare tempestoso che impedisce alle barche di uscire dai porti.
Mezzo secolo fa Giorgio Bocca raccontava da Carpi i padroncini della maglieria che assumevano ragazze in ufficio come ragioniere, triplicando i loro stipendi in sei mesi. Nel 1961 aveva descritto il ricovero milanese dei vecchi detto la Baggina come una ghiotta occasione per i politici. Vi facevano assumere amici per un breve periodo elettorale. Alla Baggina nasce poi lo scandalo di "Mani pulite": il suo presidente, un socialista, è arrestato con una mazzetta in mano. Comincia Tangentopoli, una moda dura a cessare. Nei giorni scorsi cronache nazionali e pagine locali raccontavano che in tutt'Italia c'è ancora troppa voglia di far soldi contro la legge.
Nel 1979, l'11 luglio, l'avv. Giorgio Ambrosoli diventa il simbolo di quanti credono ancora all'essere onesti. Lo assassinano per impedirgli di scoprire i segreti della Banca Privata Italiana. Due anni dopo tocca a Roberto Calvi, già presidente del Banco Ambrosiano. E nel 1985 a Michele Sindona avvelenato da un caffè in carcere, dove sta scontando l'ergastolo quale mandante dell'uccisione di Ambrosoli.
Negli anni 50 c'erano i forchettoni, quei politici che si sistemarono bene, preparando le future spartizioni dei bottini fra tutti i partiti. La moda degli affari attira le nuove forchette di oggi, mentre sembra fondamentale togliere ogni valore legale anche ai titoli di studio. Ne aveva parlato pure Luigi Einaudi 60 anni fa, criticando il nostro sistema scolastico perché troppo napoleonico. La questione riproposta adesso può suggestionare ad imitare i forconi siciliani in rivolta, quanti sono delusi dal sistema chiuso delle carriere di studio. Dove essere figli illustri conta più dei fogli scientifici prodotti e spesso pubblicati con la firma autorevole del cattedratico e non dell'autore. [Anno XXXI, n. 1068]
Antonio Montanari
(c) RIPRODUZIONE RISERVATA
il Ponte, settimanale, Rimini, 12.02.2012
17:40
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11/02/2011
Poche idee ma confuse
Tommaso Padoa Schioppa nel 2007 definì bellissime le tasse. Gli rimproverano ancora quelle parole. Aveva ragione. Dalla consapevolezza che le tasse sono il piedistallo della democrazia nacque, nel 1773 con la rivolta del tè a Boston, l'idea moderna di Stato. Con le imposte nasce il patto sociale fra cittadini che altrimenti sarebbero servi di un signore feudale o sudditi di un sovrano assoluto.
Giuliano Amato è stato accusato di volere una tassa patrimoniale. Lui risponde: non è vero, e mi trovo nella stessa situazione del signore anziano di Napoli seduto sulla tazza del bagno durante un bombardamento che fa crollare la facciata del palazzo dove abita. All'arrivo dei pompieri il signore dichiara: ho tirato la catenella dell'acqua e boom.
Nel Corriere Romagna si è letta una specie di rubrica sui tabù da infrangere, intitolata "La provocazione è il sale della vita", a firma di un noto riminese. Un lettore mi scrive che quel testo è ricopiato pari pari dal sito di un docente universitario di Antropologia a Napoli, Marino Niola. Ovvio, è stata una vera provocazione: non produrre ma riprodurre.
A proposito di lettori. Quello che qui ha protestato per il Tama 1023, ha lo stesso cognome ma diverso nome di chi nel 2002 per il Tama 829 inviò una lettera di analogo contenuto censorio in difesa del presidente Berlusconi.
Piero Ostellino tiene sul Corrierone una magistrale rubrica di Filosofia politica destinata ogni settimana a smentire il proprio titolo, "il dubbio". L'ultima puntata tratta della violazione dei diritti individuali di una ragazza buttata giù dal letto dai poliziotti alle sei del mattino. Ostellino dichiara con una certa arroganza di essere paladino non di Berlusconi ma soltanto di Popper, Croce, Locke, Hume, Kant, Mill.
Dimentica un piccolo particolare nello sfarfallio dei tanti illustri nomi esibiti come il rullo di tamburi durante la corsa sul filo di un atleta al circo. Dimentica che a quella ragazza la Polizia è arrivata tramite il suo convivente, fermato con tre chili di coca sull'auto non loro ma intestata a Nicole Minetti.
In un box in uso a quella ragazza, c'erano poi 9,6 kg. di coca, per cui il convivente il 27 gennaio è stato condannato a otto anni di carcere. Ovviamente i magistrati non hanno ascoltato né Ostellino né Popper etc. Però Ostellino dovrebbe informarsi sui dati di fatto prima di accusare di violazione dei diritti individuali, anche se pensa (come sostiene altrove) che l'Italia è uno Stato canaglia. [1027]
Antonio Montanari
(c) RIPRODUZIONE RISERVATA
il Ponte, Rimini, 13.02.2011
17:04
Scritto da: rimino
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