Papa inquieto

Papa_blo_13032009Papa contro Curia” abbiamo intitolato il post in cui si preannunciava la dura lettera del pontefice diretta ai vescovi.
Oggi Marco Politi commenta su “Repubblica” quel documento parlando di “una Curia allo sbando”. Una Curia nella cui gestione “c’è qualcosa che traballa” e che provoca impaccio e disfunzioni.

Franco Garelli sulla “Stampa” di oggi esamina invece le accuse del papa ai confratelli per avergli mostrato ostilità.
Garelli osserva che gli anatemi di questo pontificato “sembrano mettere in secondo piano quel primato della carità che pur fa parte” della vocazione della Chiesa.

Chi ce l’ha con il papa, si chiede il teologo Vito Mancuso su “Repubblica”. Ecco l’elenco: 1) i lefebvriani; 2) i “curiali” e 3) “quei cattolici che hanno protestato” con l’ostilità denunciata dal papa.

A questo terzo gruppo di “cattivi”, Mancuso dedica un’analisi attenta, tutta condotta in chiave strettamente teologica e non polemica. Per cui presenta il famigerato principio della “parresia“, ovvero “franchezza di rapporti e di parola”. Che molti enunciano a freddo e dimenticano di applicare nelle situazioni bollenti.
Sembra essere successo così anche a Roma in questi giorni. Dove il teologo Ratzinger non pecca d’orgoglio ma resta fedele al suo ruolo di enunciatore di verità a cui tutti dovrebbero inchinarsi senza pronunciar parola. Come sosteneva Agostino, se “Roma locuta est, causa finita est”.
Il mondo dei cristiani è disposto a tacere davanti alle emergenze contemporanee per affidare ad uomini pii e dotti ma nascosti nelle loro stanze, la loro trattazione?

Questo papa inquieto (non nel senso che si lega a Paolo VI, ma come sinonimo elegante di turbato ed arrabbiato), legge il mondo attraverso i libri. Gli uomini nella loro miseria sanno che i libri si scrivono dopo aver letto il mondo. Chiedetelo ad esempio a quanti operano nelle missioni. Loro sanno quanto mare passi tra il dire ed il fare.

Per prima cosa, questo papa dovrebbe dismettere gli abiti da cerimonia così lussuosi e strambi per il nostro tempo. Nessuno dei suoi fidati consiglieri, immaginiamo, glielo ha suggerito. Immaginiamo anzi i tanti che si saranno affiancati a lui per sussurrargli in un orecchio: ma che magnifica cerimonia!! Poca gente va a piazza San Pietro per il papa? Sì ma che bella sfilata vedono quelli che ci sono. E’ ancora cristianesimo, questo?

E a proposito di vero cristianesimo, confidiamo un’ultima cattiveria contro i “curiali” che hanno subdolamente attaccato Romano Prodi definitosi “cattolico adulto”, e si sono appoggiati alla recita buffonesca degli “atei devoti” e dei loro capi politici.


[13.03.2009, anno IV, post n. 77 (797), © by Antonio Montanari 2009. Mail]

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Papa inquietoultima modifica: 2009-03-13T18:13:31+00:00da rimino
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