Veltroni si sveglia?

VeltronimaniWalter Veltroni comincia (forse) a rendersi conto della trappola che si è costruito con le proprie mani quando ha pensato che il “suo” nuovo partito potesse tranquillamente ospitare oves et boves, avanti tutti con jucio, ma soprattutto a luce spenta.
È bastata l’accensione di una candelina per illuminare a sufficienza la drammatica contraddizione fra un partito moderno e l’atteggiamento pericolosamente reazionario di chi ha un progetto soltanto sanfedista.
Partito moderno significa (mi scuso per l’ardire che dimostro introducendo la spiegazione) una realtà in cui tutti i cittadini siano considerati uguali davanti alla legge.
E soprattutto un partito in cui la legge sia la norma di diritto, non la cosiddetta legge naturale che nessuno sa con precisione che cosa è. Perché si può credere che gli uomini siano naturalmente buoni e poi si guastino per colpa della società, come pensava Rousseau. Oppure si può ritenere che l’uomo nasca con un peccato originale che lo conduce al male, se non interviene il perdono di Dio.

Dunque, la norma di diritto che fa nella nostra Costituzione tutte le persone uguali davanti alla legge, deve essere il punto di partenza da rispettare e rendere operante in ogni atto della nostra Repubblica.
Su questo non ci piove. Se ne è accorto pure il buon Veltroni che ha scritto oggi, in una lettera alla «Stampa» che è «sbagliata e pericolosa» la tesi della sen. Paola Binetti la quale considera l’omosessualità una malattia da curare.
Finora Veltroni aveva perdonato alla Binetti tutte le più strane prese di posizione politica, espresse in nome dell’adesione ad una fede religiosa.
Adesso il segretario del Pd è (finalmente!) intervenuto perché ha compreso che la Binetti aveva superato ogni logica ed ogni decenza in un partito politico che si definisce «democratico».

Lo spazio per trovare sostegno alla proprie affermazioni, la sen. Binetti lo può cercare altrove, ed è infinito: alla sua destra in parlamento può avvicinare autorevoli compagni e compagne di viaggio e d’avventura. Con reciproche soddisfazioni.
Ciò che meraviglia è che, prima di Veltroni, non sia pubblicamente intervenuto nessuno da parte cattolica in maniera ufficiale, se non vado errato, a smentire le opinioni della Binetti. Di fronte alle quali vale l’osservazione manzoniana: «il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune».
Una cosa è il discorso religioso che merita serietà e rispetto anche da parte di chi è laico, come dimostra esemplarmente proprio oggi l’editoriale di Eugenio Scalfari su «Repubblica». Ed un’altra cosa è la superstizione travestita da verità scientifica.
Prescindendo dal fatto particolare (omosessualità = malattia), deve interessare l’atto intellettuale che evita il discorso scientifico e realistico sulle condizioni diverse ed opposte che possono esistere anche in campo biologico.
Ricordiamoci di quando nel Settecento di discuteva delle malformazioni (i cosiddetti mostri) che i teologi negavano ma gli scienziati descrivevano. Che cosa conta di più, il pre-giudizio che nega i fatti, o l’esame freddo prescindendo dalle sue pseudo-motivazioni teologiche?

Scalfari spiega alla Binetti, con citazioni pontificie, che non è religiosamente serio sostenere che un errore di scrittura di una legge (dovuto ad un fattore di ‘ignoranza’ umana) è il frutto di preghiere rivolte a Dio dalla stessa senatrice del Pd.
Riprendo dal fondo di Scalfari le parole contenute nell’enciclica “Spe Salvi” di Benedetto XVI, a pagina 64 nell’edizione dell’«Osservatore Romano»: “Il giusto modo di pregare è un processo di purificazione interiore. Nella preghiera l’uomo deve imparare che cosa egli possa veramente chiedere a Dio, che cosa sia degno di Dio. Deve imparare che non può pregare contro l’altro. Deve imparare che non può chiedere le cose superficiali e comode che desidera al momento, la piccola speranza sbagliata che lo conduce lontano da Dio. Deve purificare i suoi desideri e le sue speranze”.
Aggiunge Scalfari, rivolto alla Binetti: “Le rilegga, senatrice, e cerchi di capirne bene il senso. Soprattutto non si autogiustifichi: il Papa, nella pagina seguente, ne fa espresso divieto”.

Alla Binetti, mi permetto di suggerire: rivolga le sue preghiere al Padreterno perché aiuti poveri, emarginati, malati, le vittime della Storia di cui sono piene le cronache di ogni giorno: donne, bambini, vecchi. E non perché confonda le menti della burocrazia governativa che non ne ha bisogno, essendo già sufficientemente dotata di impreparazione che porta agli errori che poi la senatrice si vanta di aver provocato grazie ad un intervento soprannaturale.
Dio, la fede e la religione sono cose troppo serie perché siano lasciate in gestione a

Veltroni si sveglia?ultima modifica: 2007-12-27T16:55:00+00:00da rimino
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