La morte di Benazir Bhutto

Bhutto01hn Era tornata promettendo «democrazia» e impegno verso i poveri, cioè del 73 per cento dei 160 milioni di pachistani che vive con meno di due dollari al giorno. Sono parole che leggo sul servizio on line della Stampa, su Benazir Bhutto uccisa oggi da un attentato.
Fu la prima donna capo di governo in un Paese musulmano, dice un sottotitolo nella biografia della signora Bhutto, che era nata nel 1953.
Nei nostri piccoli angoli di mondo, lontanissimi dal suo Paese, giungono impotenti gli echi della violenza omicida che fa un’altra vittima. Con lei sono morte altre venti persone.

Si sente il peso doloroso della Storia in questi momenti, e vien fatto di paragonare la tragica notizia, con quelle di casa nostra. Dove la vicenda più grave delle ultime ore, sembrano le dichiarazioni di Lamberto Dini. Il quale dice del capo del governo da lui appoggiato: Prodi procura più danni di Berlusconi.
I signori come Lamberto Dini hanno mai pensato alla responsabilità politica da loro assunta davanti alla Storia appoggiando un governo, o si sono limitati a leggere certi copioni da avanspettacolo?
Correttamente Prodi nella conferenza-stampa di stamani ha detto che «un governo si abbatte con un voto di sfiducia, non con le interviste». Come appunto quella di Dini. Che poi uno stia al governo e mandi baci al capo dell’opposizione, è un fatto che andrebbe spiegato da quegli specialisti abituati a cercare l’ago nel pagliaio anche laddove non esiste il pagliaio.

Fonte

La morte di Benazir Bhuttoultima modifica: 2007-12-27T16:56:07+00:00da rimino
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