Storiacce

Scriptorium_clero Le storiacce di cronaca che si leggono oggi, hanno come protagonisti uomini in abito talare, rei confessi di abusi, abituati a confessare ed a confessarsi, quindi pronti a giudicare ed a punire gli ‘errori’ altrui con la penitenza: essi non hanno mai compreso da soli che stavano sbagliando, che era terribile quello che facevano.
Ed allora la domanda non riguarda loro, ma il loro brodo di cultura. Sta scritto «non giudicare» non per poter fare tranquillamente i propri comodi più o meno porci. No, ma soltanto perché prima di giudicare gli altri, dobbiamo giudicare ancora più severamente noi stessi.
Ma in quale sistema di ipocrisia spaventosa sono stati educati, formati, istruiti ed avviati alla loro missione?
Li hanno forse abituati a far finta di niente delle piccole cose che succedono attorno. Poi c’è stato l’effetto valanga. Taci oggi, tacci domani sulle cose che sembrano un nulla, finisce che sembra un nulla anche l’azione più infamante.
Il vecchio adagio «bada a quel che il prete dice, e non a quello che il prete fa», è una stupidaggine. Lo slogan di Verona «Niente testimonial, ma testimoni» era efficace. Ma lo si ripete come un motto pubblicitario. Deve essere vissuto.
Ecco perché mi faceva rabbia, tremendamente rabbia, un ex amico e collega che lo diceva subito dopo aver dato dimostrazione (per lui consapevole) della sua ipocrisia (che io avevo chiaramente intravisto, per cose che mi riguardavano di persona).
È un discorso politico anche questo, perché se la formazione del cittadino avviene in quei contesti, siamo fritti.

Storiacceultima modifica: 2007-08-08T19:12:32+00:00da rimino
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