Politica, casa chiusa

Booksellerblog L’«Elzeviro» di Maurizio Viroli (La Stampa, 6.8.2007), intitolato «Antipolitica, la vecchia tentazione», m’ ha fatto riaffiorare un ricordo tra il personale e lo storico.
Il fratello di mia madre, per meriti politici conquistati sul campo prima, dopo e durante la seconda guerra mondiale, doveva essere il sindaco della città subito dopo la Liberazione. Disse ai compagni del Pci, nel quale militava: «Burdèl, chi ruba va in galera». Scelsero ovviamente un altro.

Il prof. Viroli parla proprio di quegli anni (1945-1947), recensendo una raccolta di articoli apparsi su «Il Ponte», celebre rivista fiorentina. E ripropone il problema già affacciatosi allora, se «la politica non è affare per gli onesti».

Condivido la conclusione di Viroli: «bisognerebbe ricominciare», scrive, dalla «forza delle idee morali», riportando la formula apparsa su quella rivista.
Avevano ragione allora gli scrittore de «Il Ponte». Ha ragione oggi Viroli. Bisogna partire dalla «forza delle idee morali».

Ma se ci guardiamo intorno (e spero non sia considerata colpa nostra), vediamo che l’affarismo trionfa a più non posso sulla politica intesa come investimento morale. Non sono gli ideali a muovere la politica (Veltroni si illude), ma gli affari.

Mi piace girare per paesi e città, e leggere i giornali. Ed allora raccolgo appunti da luoghi diversi, e li inserisco qui tutti assieme.

1. Dove si costruisce un nuovo centro capace di raccogliere per varie settimane all’anno migliaia di frequentatori? Non nel luogo più acconcio dove ci siano strade e spazi necessari, ma in una zona dove si trovano i terreni del clero (e del loro istituto per il relativo sostentamento), quasi un miliardo di lire qualche annetto fa…

2. Un assessore all’edilizia di quel paese si è dimesso: protestando che prima concedevano le licenze per costruire e poi facevano (per forza di cose, e male) le strade. Un suo collega era stato defenestrato per l’opposizione dimostrata a certi programmi comunali in materia urbanistica.

3. E poi: vogliono uno stadio nuovo e chissà perché lo vogliono lì? Nel posto sbagliato (dove è ora, in pieno centro città), ma con una contropartita detta motore immobiliare che fa drizzare i capelli ai cittadini non interessati agli affari, perché quelli interessati hanno trovato l’ottima strada di tagliare la torta in parti uguali così non si beccano fra loro.

Potrei continuare, con la spartizione culturale, con la creazione «ex nihilo» (seguendo la dottrina ecclesiastica) di assessori messi lì non per  loro crescita politica maturata con l’esperienza, ma per fare un favore a qualcuno spiritualmente molto in alto.

Non serve allungare la lista dei dispiaceri che la politica provoca a chi crede alla «forza delle idee morali».

Però non mi piace sentir dire che l’elenco delle cose malfatte dai politici, altro non fa che favorire l’antipolitica.

L’antipolitica è alimentata dagli stessi politici. Che dichiarano di volere le istituzioni come case di vetro, ma che alla fine le rendono sigillate. E chiuse, proprio in quel senso lì.

Politica, casa chiusaultima modifica: 2007-08-07T18:29:58+00:00da rimino
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