Cicoria & cicuta

Prodiberlusconi Al posto del churchilliano «lacrime e sangue», Francesco Rutelli aveva riassunto i sacrifici di una vita ricorrendo ad una immagine più casareccia: «Siamo andati avanti a pane e cicoria».

Se i margheritini nostrani vorranno prestare troppo ascolto alle ragioni del moderatismo francese che ha vinto le elezioni con Sarkosy, tra breve saremo forse assordati da un nuovo slogan, meno rassicurante, non più autobiografico ma diretto agli avversari od ai più indocili fra i compagni di viaggio del nascituro Partito democratico.

Il motto che il centro del nuovo movimento potrebbe adottare, potrebbe essere ispirato ad una frase pronunciata proprio da Nicolas Sarkosy, e riportata stamani nell’editoriale di Barbara Spinelli sulla «Stampa»: «Non ho mai udito una frase assurda come il ‘Conosci te stesso’ di Socrate».

È una critica così sicura da non lasciar nessuno spiraglio aperto alla possibilità di discutere non di quello che sappiamo (o che presumiamo di sapere); e di quello che non sappiamo (in cui il povero Socrate riponeva il vero sapere).
È una critica che potremmo chiamare «assertiva e rancorosa», per usare le efficaci parole di Barbara Spinelli riferite a quella «battaglia di valori» che «non aspira a spiegare né a capire», a proposito del tema affrontato ieri a Roma nelle due piazze che manifestavano entrambe a favore della famiglia, ma chiedendo ognuna cose diverse.

Una piazza, con Berlusconi in testa o in coda non si sa, voleva meno diritti per tutte le singole persone che si pongano al di là delle formule canoniche del matrimonio religioso o civile.

L’altra chiedeva invece quei diritti senza danneggiare nessuno e senza abbassare il valore che ogni singolo individuo può esprimere nella propria esistenza, anche se non firma un registro ecclesiastico o di anagrafe in Municipio.

Il motto che potrebbe essere ispirato ai centristi italiani dalla destra di Sarkosy potrebbe essere questo: «Più cicuta per tutti».
Non dite che vaneggio. Ci sono tutte le premesse perché ciò avvenga.  Silvio Berlusconi ha fatto un comizio.
Accusando la politica governativa di voler  ridurre la Chiesa al silenzio. Come in Russia all’epoca del Baffone.

Accusando l’Unione di attaccare la Chiesa. Accusando in un certo senso i cattolici dell’Unione di una grave eresia perché ha stabilito che «non si può essere cattolici e stare a sinistra».

Ha parlato da teologo e non da politico. Aspettiamo la risposta dei teologi del consenso. Ovvero quelli ufficiali. (Lo benediranno senz’altro.)
A nome dei politici, gli ha già risposto Romano Prodi in preghiera a Stoccarda ad un raduno ecumenico: «Ho sempre pensato a un movimento politico in cui diverse radici filosofiche potessero convivere con obiettivi comuni e lavorare assieme per il futuro e non per il passato».

Appunto, le «diverse radici filosofiche». Sono quelle che non piacciono agli amici (italiani) di Sarkosy che rincareranno la dose contro Prodi, chiedendone la cacciata da palazzo Chigi.

Il vero bersaglio della Cei, ha scritto Curzio Maltese su «Il Venerdi» di «Repubblica» è proprio lui, il professore di Bologna. Il cattolicissimo Romano Prodi che a Roma un cartello indicava come «ammazzafamiglie».

Il senso dell’umorismo evidentemente non è una virtù da praticare, per cui temiamo che prenda piede da noi quello slogan «Più cicuta per tutti». Per tutti quelli che non la pensano come quelli che lo grideranno.

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Cicoria & cicutaultima modifica: 2007-05-13T18:10:00+00:00da rimino
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